Le prestazioni strumentali offerte nello Studio Oculistico del Dr. Silvio Spizzirri sono riportate in questa pagina. Richiedi informazioni per poter effettuare esami personalizzati in base alla tua necessità.
Test del campo visivo
Un test del campo visivo è un esame della vista in grado di rilevare la disfunzione nella visione centrale e periferica che può essere causata da varie condizioni mediche come glaucoma, ictus, patologie ipofisarie, tumori cerebrali od altri deficit neurologici. Leggi l'articolo scritto dal Dr. Spizzirri
cliccando qui per saperne di più sul Glaucoma.
Il test del campo visivo può essere eseguito clinicamente mantenendo lo sguardo fisso del soggetto mentre presenta oggetti in vari punti all'interno del suo campo visivo. È possibile utilizzare semplici apparecchiature manuali come nel test dello schermo tangente o nella griglia di Amsler.
Quando si utilizzano macchinari dedicati, si parla di perimetro e quando le apparecchiature si avvalgono di tecnologie informatiche, si parlerà di Perimetria Computerizzata.
L'esame può essere eseguito da un tecnico in diversi modi. Il test può essere eseguito direttamente da un tecnico, con l'ausilio di una macchina, oppure completamente da una macchina automatizzata. I test basati sulla macchina aiutano la diagnostica consentendo una stampa dettagliata del campo visivo del paziente.
La strumentazione in dotazione allo Studio, Humphrey Standard ad alta risoluzione, consente un'analisi molto più dettagliata della sensibilità retinica della regione maculare rispetto ai protocolli standard, utilizzando una maggiore densità degli stimoli visivi proposti all'attenzione del Paziente: ciò ne estende l'applicazione alla stadiazione e monitoraggio di tutte le patologie funzionali della visione centrale con un livello superiore di accuratezza.
Trattamento cataratta secondaria e Glaucoma ad angolo stretto (Iridotomia Yag Laser)
L’opacizzazione della capsula (l’involucro del cristallino) avviene in circa il 30% dei casi negli anni seguenti all’operazione della cataratta. L’intervento di cataratta ha volontariamente lasciato al suo posto la capsula del cristallino naturale, come supporto per l'impianto del cristallino artificiale che si va ad inserire.
Questa capsula, nei mesi ed anni successivi all’intervento di cataratta, può perdere la sua trasparenza perché alcune cellule all’interno proliferano sulla sua superficie posteriore (ricordiamo che la superficie anteriore della capsula viene aperta durante l'intervento per consentire l'inserimento del cristallino artificiale).
Le fotografie che seguono mostrano le condizioni di una lente artificiale perfettamente trasparente alla fine dell'intervento (Foto A) e le sue condizioni allo sviluppo della cataratta secondaria (Foto B).
Foto A

Foto B

Per eliminare la cataratta secondaria è sufficiente un trattamento laser, conosciuto con il termine di capsulotomia yag laser che consiste nella creazione di un'apertura nella parte centrale della capsula posteriore del cristallino, utilizzando uno yag laser, in grado di praticare con estrema precisione delle piccolissime incisioni nei tessuti, senza necessità di introdurre all’interno dell’occhio nessuno strumento chirurgico.
Il trattamento è indolore e viene eseguito in ambulatorio. Dopo aver dilatato la pupilla con un collirio midriatico viene instillato un collirio anestetico; sull'occhio del Paziente può o meno essere appoggiata una lente a seconda delle caratteristiche di questo e della tecnica preferita dal chirurgo.
Il trattamento dura pochi minuti al termine dal quale viene prescritta una terapia con un collirio anti-infiammatorio della durata determinata dalle condizioni generali dell'occhio del Paziente ma, in generale, compresa tra 1 settimana e 15 gg.
Già da poche ore dopo al trattamento laser, il paziente potrà avvertire un chiaro miglioramento visivo. Nei giorni successivi al trattamento il Paziente potrà sperimentare la visione di miodesopsie (mosche volanti) causate dai frammenti della capsula opacificata rimossa e destinati a scomparire entro breve periodo venendo riassorbiti dal metabolismo oculare.
L'immagine sotto è relativa al ripristino della trasparenza del cristallino artificiale al termine del trattamento laser:
Glaucoma ad angolo stretto (Iridotomia Yag Laser)
Per meglio comprendere le spiegazioni che seguiranno si consiglia di approfondire l'articolo relativo al glaucoma ed alle tecniche utilizzate per il suo trattamento chirurgico.
Il glaucoma ad angolo stretto, allorchè si manifesta nella forma acuta (ad angolo chiuso), è patologia che induce grave ansietà nel Paziente a causa del dolore, dell'annebbiamento visivo, dell'evidentissimo arrossamento bulbare che lo accompagna e, parallelamente, allorchè non raggiunga tali livelli di gravità può essere altrettanto drammatico per i progressivi ed insidiosi danni che determina a carico delle capacità visive.
L'immagine che segue illustra (in maniera ovviamente sommaria) i meccanismi che inducono l'insorgenza di tale grave patologia oculare.
Nella
metà sinistra dell'immagine 1 si descrives il fisiologico percorso (frecce azzurre) seguito dall'umore acqueo (liquido che contribuisce alla nutrizione delle strutture endooculari); prodotto nei corpi ciliari, si infiltra nello spazio compreso tra la lente cristallina e l'iride, supera il forame pupillare entrando nella camera anteriore del bulbo e viene infine scaricato attraverso il trabecolato angolare (struttura molto interessante che possiamo figurarci simile ad una spugna) contenuto nell'angolo camerulare.
Immagine 1

A seguito di particolarità anatomiche, spesso nelle ipermetropie elevate insieme con lo sviluppo della cataratta, l'anatomia delle strutture descritte si modifica così come mostrato nella metà destra dell'immagine 1, lo spazio tra iride e cristallino si riduce tanto che l'umore acqueo non riesce a trovare sfogo verso la camera anteriore, non può essere scaricato e la pressione endooculare cresce in maniera drammatica ed improvvisa, dando luogo ai sintomi citati.
Possono verificarsi anche condizioni (glaucoma ad angolo stretto) nelle quali le condizioni anatomiche descritte pur non giungendo ad occludere completamente l'angolo camerulare lo restringono, riducendo il deflusso dell'acqueo ed incrementando cronicamente e ciclicamente la pressione endooculare.
Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

A prescindere dalla terapia medica che è necessario adottare quando si arriva alla fase acuta dell'occlusione dell'angolo l'insorgere di tale condizione può essere prevenuta (oltre che curata una volta che la terapia medica ha mitigato le consequences della fase acuta) con un semplice trattamento ambulatoriale, l'iridotomia Yag Laser (Immagine 2). Il trattamento è praticamente indolore, viene eseguito in ambiente ambulatoriale previa instillazione di poche gocce di collirio anestetico e pilocarpina (per distendere il tessuto irideo) e determina l'apertura di un orifizio di piccole dimensioni alla radice dell'iride (Immagine 3) che consente una via di alternativa all'acqueo verso la camera anteriore e le strutture di deflusso (Immagine 4), ristabilendo le fisiologiche condizioni anatomiche oculari.
OCT
L’
OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) è un
esame non invasivo che
fornisce immagini ad elevata risoluzione di scansioni a strati (tomografiche)
della cornea, della parte centrale della retina (macula) e della testa del nervo ottico (papilla). L’analisi computerizzata dei tessuti permette di ricostruirne la struttura per piani (a due dimensioni) e per volumi (a three dimensioni).
L’OCT si basa su una tecnica di misurazione ottica chiamata interferometria a bassa coerenza. Il principio di funzionamento dell’interferometria è concettualmente simile a quello dell’ecografia dalla quale si differenzia in quanto sfrutta la riflessione di un fascio laser non nocivo invece di onde acustiche.
L’OCT è indicata essenzialmente nei pazienti nei quali si sospetta una patologia che interessi
la retina od il nervo ottico. L’OCT fornisce informazioni sulle condizioni del tessuto esaminato, misurandone automaticamente lo spessore, identificando con precisione la sede e le dimensioni di eventuali alterazioni strutturali e consentendo il monitoraggio nel tempo dell’evoluzione delle stesse. La tomografia ottica a radiazione coerente è insostituibile per la diagnosi, il monitoraggio, la decisione clinica riguardo il trattamento di molte malattie della retina importanti, quali:
- Degenerazione Maculare Senile e giovanile
- Distacco sieroso ed emorragico del neuroepitelio retinico e dell’epitelio pigmentato
- Neovascolarizzazione intraretinica e preretinica
- Retinopatia Diabetica
- Occlusione Venosa Retinica
- Corioretinopatie acute e croniche
- Edema maculare
- Atrofia retinica
- Foro e Pseudoforo Maculare
- Patologie dell’interfaccia vitreo-retinica, quali trazioni vitreo retiniche, membrane epiretiniche (pucker maculare)
- Retinoschisi foveale
- Glaucoma
Retinografia
In senso stretto la retinografia ci consente di acquisire immagini in formato digitale delle condizioni retiniche del Paziente, di archiviarle al fine di poter monitorare l'evolversi della condizione e di stamparle al fine di fornire adeguato riscontro al Paziente.
Le moderne fotocamere retiniche sono inoltre dotate di software che ci consentono di effettuare dei montaggi delle diverse immagini al fine di ottenere un quadro complessivo del fondo oculare del Paziente.
Lo Studio fornisce al Paziente documentazione fotografica ad alta risoluzione delle stesse, su supporto cartaceo e/o, se richiesto, mediante invio in formato digitale.
La vera rivoluzione legata alla disponibilità di immagini digitali retiniche ad alta risoluzione consiste, però, nella recente applicazione alle stesse dell'analisi delle patologie retiniche attraverso algoritmi di Intelligenza Artificiale.
Cosa è l'Intelligenza Artificiale applicata alla Retinografia ?
In parole semplici, potenti computer i cui protocolli di analisi sono validati dalle massime Autorità Sanitarie Mondiali tra le quali la severissima
FDA negli Stati Uniti, analizzano l'immagine, la comparano con archivi costituiti da centinaia di migliaia di immagini della stessa patologia e provvedono alla stadiazione della stessa secondo le più recenti indicazioni della letteratura scientifica internazionale.
La diagnosi viene così supportata da dati OGGETTIVI e sottratta ad eventuali errori interpretativi dello Specialista.
Naturalmente la supervisione dell'Oculista rimane indispensabile in quanto lo stesso Paziente può soffrire di patologie multiple ed è sempre necessaria la supervisione umana all'inquadramento definitivo e complessivo delle condizioni del Paziente ma si tratta di discipline in costante evoluzione e perfezionamento che spalancano le porte di un futuro estremamente interessante.
Ciò che è importante, infatti, è il poter affiancare con rapidità alla corretta stadiazione clinica protocolli terapeutici, corretti e soprattutto certificati dalla comunità scientifica internazionale, relativi agli interventi farmacologici, strumentali, chirurgici e/o parachirurgici aderenti alla più moderna letteratura scientifica relativa.
Lo Studio fornisce ai Pazienti assistiti i protocolli inerenti la retinopatia diabetica, certificando la stadiazione ed il relativo percorso di monitoraggio, terapia secondo i criteri forniti dall'
International Council Of Ophthalmology. Leggi l'articolo scritto dal Dr. Spizzirri
cliccando qui per saperne di più sulla Retinopatia Diabetica.
Si tratta di un primo passo che vedrà lo Studio proseguire sullo stesso percorso di aggiornamento continuo parallelamente allo sviluppo di tali metodiche a riguardo di ulteriori patologie e condizioni cliniche.